Luca Morisi : il genio che ci vende Salvini

La presenza nei social media è fondamentale per aumentare e coltivare il consenso per qualsiasi politico. Il migliore a cogliere il cambio dei paradigmi della comunicazione è senza ombra di dubbio Matteo Salvini. Ma forse non sapete la storia di Luca Morisi, il genio dietro ogni post del “Capitano”.

Chi è Morisi? Non è un politico, ma un esperto di comunicazione affetto da “salvinismo”, come lui stesso si descrive nella sua didascalia della foto del profilo. (Link qui sotto per vedere a cosa mi riferisco).

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10202281647429935&set=a.1569392882089&type=3&theater

Laureato in filosofia all’Università Di Verona, Luca Morisi è il comandante di tutte le operazioni di marketing politico del profilo su Facebook più chiacchierato in Italia. Sua è l’idea del “Vinci Salvini”, una gara tra gli utenti dal “mi piace” veloce con un premio consistente in una foto con Salvini poi ripostata direttamente sulla pagina del leader del Carroccio. Il sogno di qualsiasi “fan“.

La parola “fan” è tremendamente adatta a descrivere il rapporto di Salvini coi suoi elettori. Il segreto è coinvolgerli tanto da renderli dei fan, quasi degli ultras. Il concorso “Vinci Salvini” è solo la punta dell’Iceberg. Il continuo utilizzo di toni apparentemente pacati e distesi, l’utilizzo di vezzegiativi e lo smile a terminare qualsiasi post di Salvini incentivano il malessere di chi non la pensa come Salvini.

Lo scopo dei post non è cementificare il consenso verso chi già conosce il brand “Salvini”. Al contrario, l’obiettivo è “pescare” quanti più “hater” possibile. Gli “hater” sono gli utenti che lasciano commenti negativi sotto i post. Fatevi un giro sui post di Salvini. I commenti con più “mi piace” sono quelli che contraddicono o ancora meglio insultano Salvini. Ed ecco che entra in gioco un’altra variabile fondamentale. L’algoritmo. Un algoritmo stupido aggiungerei. L’algoritmo, una sequenza di calcoli e parametri che sceglie cosa farci vedere nella nostra “homepage”, non guarda tanto al contenuto tanto quanto al numero di “mi piace” e a quanto questi “like” crescano velocemente. Ed ecco che Salvini è nelle “homepage” degli amici degli amici dell’hater che ha commentato e rigettato il proprio disprezzo. Si potrebbe riassumere il tutto con : “Tanti nemici, tanta gloria”.

Più sei odiato e più sei conosciuto, questa è la formula dei social media. Non a caso i partiti di estrema destra e anti-sistema hanno delle cifre da capogiro, rispetto ai classici partiti, PD tanto per citarne uno. Salvini come Trump con i suoi tweet e post, al limite del razzismo e xenofobismo, è riuscito da perfetto sconosciuto a diventare il “marchio” più appetibile per gli elettori americani. Insomma si può dire senza paura, Facebook ha favorito gli estremisti. Non è un caso che Zuckerberg abbia annunciato un ritorno alle origini di Facebook. Maggiore visibilità agli amici e meno ai politici insieme ad un cambio radicale dell’algoritmo di cui Luca Morisi è il migliore interprete in Italia.

Ho molte altre analisi pronte sulla comunicazione politica dei partiti in Italia. Potrei decidere di farne uscire un’altra. Magari mostrandovi nel dettaglio la semiotica della “Bestia”. Chi pensa che Salvini appaia come virile e potente dai suoi post, sbaglia di grosso.

Concludendo come farebbe Morisi vi dico. A presto amici, condividete!

Raffaele Giustini

Pubblicato da Raffaele Giustini

Gli spaghetti alla Bolognese non esistono, ma questo blog sì. Studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche all'Università di Bologna. Passione per i motori sconfinata. A Bologna non poteva essere altrimenti.

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